“AFTER THE END” AL SANNAZARO: L’AMORE È LA PIÙ SAGGIA DELLE FOLLIE?

“AFTER THE END” AL TEATRO SANNAZARO: L’AMORE È LA PIÙ SAGGIA DELLE FOLLIE?

03 gennaio 2020

di Flavor Chris

Photo credit Mario Spada © Copyright

Tempo di lettura 2′

“AFTER THE END” AL SANNAZARO: L’AMORE è LA Più SAGGIA DELLE FOLLIE?

“Il modo in cui gli altri ti possono distruggere è trasformarti in qualcosa che non sei”

A seguito di un atto terroristico in un pub, Mark porta Luise priva di sensi in un ricovero antiatomico.

Trascorre del tempo ed i due rimangono soli senza riuscire ad avere alcun contatto con il mondo esterno. Mark, che brama in maniera morbosa e maniacale l’amore della ragazza, nonostante lei si mostri contraria, cerca di convincerla a giocare con lui a Dungeons and Dragon per passare del tempo, ma soprattutto, per riuscire a sedurla.

Man mano la tensione sale, lo stato mentale dei personaggi è alterato e la loro interpretazione della realtà è distorta. Con il passare dei giorni Mark e Luise non sono più gli stessi e la fine dello spettacolo si conclude con colpi di scena inquietanti, in cui i personaggi sono portati a compiere delle azioni estreme e deleterie.

È in questo contesto che lo spettatore, che si trova seduto in una piccola stanza a pochi passi dallo spazio scenico, per tutto l’arco dello spettacolo, è portato a vivere la “dimensione claustrofobica” dei personaggi; una dimensione che non ha nulla di onirico, anzi, si può dire che l’intera vicenda è molto più simile ad un incubo.

È evidente che nell’opera, il malessere prodotto da stanchezza ed indifferenza, ha portato i personaggi ad auto privarsi del rispetto che gli è dovuto e che loro devono a sé stessi. È quindi molto meglio una vita “noiosa ma conveniente”, come ad esempio quella al riparo nel ricovero antiatomico, che impedisce ai personaggi di scegliere, né per il bene, né per il male, piuttosto che una vita irta di pericoli al di fuori del bunker. Così, l’esito della propria vita è lasciato in mano al caso ed alle circostanze.

Si può dunque dedurre che in “After the End”, l’ambiente circostante non è altro che la traduzione sterile del mondo interiore di Mark e Luise.

Il rifugio antiatomico, difatti, simbolicamente rappresenta un luogo che offre protezione; tuttavia, proprio quel luogo, si tramuta in uno spazio pericoloso, privo di certezze e in cui è possibile smarrirsi per sempre. E questo proprio a causa dello stato emotivo dei personaggi.

Altro oggetto simbolico dello spettacolo, è la radio, ossia l’unico mezzo con cui i due protagonisti possono mettersi in contatto con il resto del mondo (che con molta probabilità non è nient’altro che una “coltre di detriti radioattivi”). In questo caso, si può ipotizzare che l’autore abbia voluto mostrare lo stato di smarrimento dei due protagonisti, che sono divenuti ormai incapaci di comunicare con mondo esterno.  

E poiché “tutto è andato a puttane là fuori”, Mark e Luise non faranno altro che tendere a ripetere le stesse azioni, fino al punto che non riescono più ad avvertire gli effetti spiacevoli delle loro scelte.

Nel ricovero antiatomico, giorno dopo giorno, la realtà dei fatti, sistematicamente, passa attraverso il filtro del sospetto, che trattiene ogni brandello di fiducia che i protagonisti hanno in sé e nell’altro; le virtù sono sinonimo di debolezza, se non addirittura uno strumento che mira al raggiungimento di posizioni vantaggiose per le parti; ciò che resta ai due protagonisti, non è altro che un luogo privo di ogni genere di prima necessità, non alimentare, bensì affettiva.

Nel bunker, i due sono sempre più affamati di sentimenti umani e la loro anima, sebbene tormentata ed in catene, cerca di elevarsi, poiché la rabbia inespressa li ha condotti a adottare comportamenti spregevoli e meschini.

Uno spettacolo in definitiva unico e coinvolgente. Le scelte del regista, Francesco Saponaro, non sono state per niente scontate (come ad esempio l’ambientazione); mentre gli attori, Denise Capezza e Eduardo Scarpetta, hanno dato grande prova del loro talento, talvolta rappresentando dei fatti luttuosi con umorismo.

Grazie all’estro dell’autore, Dennis Kelly, lo spettatore è portato a riflettere sulle dinamiche relazionali ed una volta che è calato il sipario, egli è portato a chiedersi mentre si avvia verso l’uscita: “Cosa spinge le persone a compiere un gesto del genere?”

Spada Mario http://www.mariospada.it/

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Dai un’occhiata ai prossimi spettacoli al teatro Sannazaro:https://www.teatrosannazaro.it/spettacoli/2019-2020/

Hot and Spicy – Neapolitan Sauce

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1.Ciro Riccardi – I marinai di Kronstadt (ft. Dario de Luca, Paolo Petrella, Salvatore Rainone)

“Musicista e compositore, è laureato in jazz presso il conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Per tre anni partecipa all’Is jazz Ensemble, orchestra – laboratorio diretta da Francesco d’Errico. Per due anni, partecipa ai seminari estivi di Siena Jazz. Collabora coi migliori jazzisti napoletani, con l’ONJ, orchestra diretta da Mario Raja e con la TMJB, orchestra diretta da Antonio Solimene. Come compositore, ha musicato alcuni spettacoli teatrali. Come solista, fa parte di numerose formazioni: gli Slivovitz, gli Ipse Dixie, gli Psychonauti. Nel 2016 è uscito il suo primo lavoro da solista, “Racconti di vinile””.

website:http://www.ciroriccardi.com/?fbclid=IwAR3rXJOOQN9iVOlmf8z8UY6IVQCNVOQb45QEc4W9ZtgS68DFKexN1B8aJfE

Link:https://www.facebook.com/Ciro-Riccardi-Musicista-346458489410204/

Ascolta anche l’intervista a Ciro Riccardi: https://flavorchris.wordpress.com/2019/11/12/interview-009-intervista-a-ciro-riccardi/

https://flavorchris.wordpress.com/2020/03/30/la-poesia-e-morta-ed-il-suo-corpo-e-ancora-caldo/

2. Pier Macchié – Presentazione

“Musicista di strada, cantautore macchiettista, unico suonatore di manviolino al mondo. Si aggira per le strade di Napoli in sella ad una ruota elettrica.”

Link:https://www.facebook.com/Piermacchiet/

3. Maurizio Capone – Le Mani nel Sole ft Friday For Future

Più che un musicista, si potrebbe definire un rivoluzionario, uno sciamano, nonché un grande comico ed attivista per i diritti e l’ambiente.

“Lungo il suo percorso ha transitato dal jazz, dal rock, dalla musica d’autore, dalle colonne sonore, innamorato dei ritmi black, del funk, della musica africana.

Divulgatore ecologista, insegnante di riciclo, musica e ambientalismo in scuole università, carceri, artigiano del recupero creativo dei rifiuti…”

Website: http://www.caponebungtbangt.com/?fbclid=IwAR0EuFz9TU1dkwWoWKeph9AxVPQMYhbLF-M2HoJ8WBGi6JzSFjqY3OkgwNg

Link: https://www.facebook.com/Maurizio-Capone-301895039856483/?ref=br_rs

Instagram: Maurizio Capone & Bungt Bangt

Puoi anche ascoltare l’intervista a Maurizio: https://flavorchris.wordpress.com/2019/11/26/ep-011-materiali-riciclati-che-diventano-strumenti-musicali-intervista-a-maurizio-capone/

4. Mujer Creando – la cruna di un ago

“La band propone uno stile musicale eclettico che mescola sonorità provenienti da vari generi musicali amalgamati dal fil rouge del set strumentale acustico.”

Website:https://www.mujerescreando.it/?fbclid=IwAR12Bp9sliCLWLy1zHnCVqAd4wnfBdTUtZJf-oanLUeOz6mOoV8Rvz_m3fU

Facebook: https://www.facebook.com/mujerescreando.it/

5. Pier Macchié – Il Dialetto

6. Pier Macchié – Artista di strada

7. Fede ‘N’ Marlen – Stallattiti (2nd version)

Federica Ottombrino (voce e fisarmonica) e Marilena Vitale (voce e chitarra), un duo acustico formatosi nel 2013.

Link: https://www.facebook.com/fedenmarlen/

Instagram: Fede ‘n’ Marlen

8. Marcello Giannini – Golden Pool (feat. Ludovica Manzo)

Chitarrista napoletano. Difficile da classificare, ma proprio per questo si distingue dal “mucchio” per la sua sonorità.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Website: http://www.marcellogiannini.it/

Facebook and Instagram: Marcello Giannini

9. Alan Wurzburger – Amedeo

Artista napoletano che attraverso le sue canzoni tratta di tematiche sociali di vario genere. Gli argomenti affrontati, talvolta, sono espressi con un tono provocatorio, tuttavia, nelle composizioni del cantautore, non manca mai una tinta di poesia.

Link:https://www.facebook.com/alanwurzartista/

Ascolta anche l’intervista ad Alan:

Link:https://flavorchris.wordpress.com/2019/10/29/interview-007-musica-poesia-e-critica-sociale-intervista-ad-alan-wutzburger/

10. Guru – Layers (Live at auditorium Novecento)

Guru Marcello Giannini (guitar, synth, live electronic), Salvatore Rainone (drums, live electronic) Guru parte da un’idea di Marcello Giannini (Nu Guinea, Slivovitz, Flo): creare in maniera estemporanea, quindi improvvisata, un concerto che si muova su territori elettronici e idm, eseguito però da musicisti live. L’approccio è lo s.tesso di un musicista elettronico, cioè quello di un unico flusso sonoro, dove si passa da un pezzo all’altro. Il concerto, in pieno stile improvvisazione, non è mai uguale. Trae energia e ispirazione dal luogo in cui avviene la performance. E la scelta è drastica. Guru non ha mai pubblicato nella chiara direzione di voler sperimentare percorsi sempre nuovi e diversi. E di non essere individuati in un unico stile che possa fermarsi nel tempo.

Link:https://www.facebook.com/gurumusic16/

Instagram: Guru

11. Alessandro Cuozzo – Nocturne (from sonata for violino or flute and piano)

“Nacque a Napoli nel 1975. Si è diplomato in pianoforte nel 1998 sotto la guida del maestro Ettore Ferrigno [1], frequentando al contempo corsi di perfezionamento tenuti dal maestro Sergio Fiorentino, durante i quali conosce il pianista palermitano Giuseppe Andaloro. Nel 2005, dal loro incontro, nacque la Sonata per pianoforte solo, eseguita in anteprima il 24 maggio 2006 nella Fazioli Concert Hall di Sacile.

Sin dall’infanzia ha mostrato particolare interesse per la composizione, il cui percorso formativo continua a svolgere da autodidatta. Le sue composizioni sono state eseguite in importanti sedi italiane e internazionali quali, il Seinen Bunka Center Concert Hall di Sendai, il Gasteig di Monaco, la Walter Hall di Toronto, il Fazioli Concert Hall di Sacile, il Teatro delle Muse di Ancona, il Teatro Regina Margherita di Caltanissetta, il Teatro Massimo di Pescara, il Teatro Savoia di Campobasso, l’Auditorium dell’Annunziata di Sulmona, Villa Rufolo di Ravello, e la Villa S. Michele di Anacapri. Questi concerti hanno avuto come interpreti Giuseppe Andaloro, Tatsuo Nishie, Tetsuo Harada, Sereno String Quartet, Mauro Tortorelli, e il Green Wood Harmony Choir. Inoltre i suoi lavori sono stati trasmessi dalla Bayerischen Rundfunks, dalla Rai-Radio 3, mentre nel 2005 produce il suo primo CD, pubblicato dall’etichetta Fontec.!

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Ep. 014 – Tecla: tutto quello che c’è da sapere sull’associazione Pt.II

Tecla: tutto quello che c’è da sapere sull’associazione Pt.II

17 dicembre 2019

Di Flavor Chris

Da un’idea di Vanna Mele, nel gennaio 2013, a Napoli nasce Tecla, un’associazione culturale che ha l’intento di valorizzare la cultura e le arti in tutte le loro forme espressive e creative.

In questo episodio ho avuto l’occasione di incontrare la fondatrice (Vanna) ed i due organizzatori, Daniela Ruggiero e Butto Mohammed.

Assieme agli ospiti speciali abbiamo discusso di diverse tematiche legate all’associazione, che sin dalla sua nascita mira a: favorire e valorizzare lo sviluppo dell’arte e della cultura; sensibilizzare la comunità locale circa le problematiche delle minoranze e dei migranti; diffondere la cultura italiana; promuovere l’interazione tra linguaggi artistici diversi e dunque sostenere l’interculturalità.

In questa seconda parte, gli ospiti ci hanno raccontato come si è evoluta l’associazione a partire dal duemila e tredici sino ai giorni nostri.

Le attività promosse dall’associazione sono state realizzate grazie al forte desiderio di far crescere l’associazione. Vanna, Mohammed e Daniela ci hanno raccontato quali sono state le difficoltà incontrate durante il percorso e quali sono stati i primi successi.

Tecla – Corsi di lingua

Ad oggi, grazie al suo operato sul territorio, Tecla vanta di numerosissimi “followers” che seguono con entusiasmo le attività dell’associazione.

Ogni settimana, difatti, l’Associazione Culturale Tecla organizza eventi di vario genere come mostre d’arte, serate linguistiche, seminari, convegni, stage, aperitandem, videoproiezioni, cineforum in lingua, visite guidate, trekking naturalistici e tanto altro, al fine di rafforzare la diffusione della cultura e delle arti a livello inter-generazionale. Ma altro non aggiungerò, poiché “the best is ye to come”!

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Hai perso la prima parte dell’intervista? Tranquillo! Puoi comunque ascoltarla al seguente indirizzo: https://flavorchris.wordpress.com/2019/12/03/ep-012-tecla-tutto-quello-che-ce-da-sapere-sullassociazione-culturale/

Ep. 013 – La bottega d’arte “La Scarabattola”: intervista a Raffaele Scuotto

La bottega d’arte “La Scarabattola”: intervista a Raffaele Scuotto

10 dicembre 2019

di Flavor Chris

I fratelli Scuotto, oramai celebri nel panorama nazionale ed internazionale, sono dei “moderni casellatori di manufatti postmoderni napoletani” che negli anni Novanta hanno deciso di fondare la bottega d’arte “La Scarabattola”.

Grazie all'”intercessione” di Maurizio Capone, ho avuto modo di conoscere Raffaele Scuotto, uno dei tre fratelli del “gruppo Scuotto”.

Raffaele si è reso disponibile a raccontarci la storia e l’evoluzione della bottega, dalle origini sino ai giorni nostri; tuttavia, il presepe napoletano, è stato il centro di discussione di questa intervista.

Assieme a Raffaele Scuotto presso “La Scarabattola”, via dei Tribunali, Napoli

L’arte presepiale napoletana, difatti, come ci spiega Raffaele, oltre che ad essere diventata parte delle tradizioni natalizie della città, è anche un mezzo per raccontare la città stessa e le persone che la abitano.

 Questo fenomeno, tuttavia, ha origini lontane poiché si sviluppa nel Seicento, quando ad essere rappresentata non era più la sola grotta della Natività, bensì anche il mondo della gente comune; ciascun personaggio del presepe ha quindi un suo significato simbolico.

L’attività che si svolge all’interno della bottega quindi è complessa chiamarla “bottega d’arte presepiale napoletana”, forse, potrebbe essere riduttivo e fuorviante. Proprio per questo lascio spazio ad un professionista (Raffaele) che abilmente ha saputo individuare ed evidenziare i punti chiave della bottega “La Scarabattola”.

Ad ogni modo, qualora ti dovessi trovare a Napoli, in via dei Tribunali, il mio più grande consiglio è quello di spendere dieci minuti della tua esistenza per lasciarti rapire dal fascino dell’ineffabile ricchezza dell’arte.

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Se sei interessato alle opere dei fratelli Scuotto, visita il sito internet della bottega: http://www.lascarabattola.it/

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Ep. 012 – Tecla: tutto quello che c’è da sapere sull’associazione culturale

Tecla: tutto quello che c’è da sapere sull’associazione culturale napoletana Pt.1

3 dicembre 2019

Di Flavor Chris

Da un’idea di Vanna Mele, nel gennaio 2013, a Napoli nasce Tecla, un’associazione culturale che ha l’intento di valorizzare la cultura e le arti in tutte le loro forme espressive e creative.

In questo episodio ho avuto l’occasione di incontrare la fondatrice (Vanna) ed i due organizzatori, Daniela Ruggiero e Butto Mohammed.


Assieme agli ospiti speciali abbiamo discusso di diverse tematiche legate all’associazione, che sin dalla sua nascita mira a: favorire e valorizzare lo sviluppo dell’arte e della cultura; sensibilizzare la comunità locale circa le problematiche delle minoranze e dei migranti; diffondere la cultura italiana; promuovere l’interazione tra linguaggi artistici diversi e dunque sostenere l’interculturalità.

Tecla Associazione Culturale, Napoli

In questa prima parte, gli ospiti ci hanno raccontato com’è nato il desiderio di far nascere l’associazione, quali sono state le difficoltà incontrate durante il percorso e quali sono stati i primi successi.

Grazie al suo operato sul territorio, Tecla vanta di numerosissimi “followers” che seguono con entusiasmo le attività dell’associazione.

Ogni settimana, difatti, l’Associazione Culturale Tecla organizza eventi di vario genere come mostre d’arte, serate linguistiche, seminari, convegni, stage, aperitandem, videoproiezioni, cineforum in lingua, visite guidate, trekking naturalistici e tanto altro, al fine di rafforzare la diffusione della cultura e delle arti a livello inter-generazionale. Ma altro non aggiungerò, poiché “the best is ye to come”!

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Ep. 011 – Materiali riciclati che diventano strumenti musicali – Intervista a Maurizio Capone

In questo episodio parleremo di materiali riciclati che diventano strumenti musicali

Sono lieto di presentarvi Maurizio Capone, un musicista napoletano che per fare musica utilizza materiali di recupero.

L’artista ci ha raccontato della sua primissima esperienza datata mille novecento novantadue, anno in cui ha iniziato a suonare come percussionista assieme al gruppo musicale 666; dell’esordio come attore per il film Blues metropolitano (con Tony Esposito, Tullio de Piscopo, Ida di Benedetto, Marina Suma); successivamente sono state narrate le numerose collaborazioni con musicisti, registi (come ad esempio Nanni Loy) e personaggi del mondo dello spettacolo, fino ad arrivare alla carriera da solista.

Sono molteplici gli argomenti trattati da Maurizio nelle sue canzoni, tra questi vi sono: la solidarietà, l’ecologia, l’antirazzismo,

Diversi saranno i progetti realizzati da Maurizio, tuttavia, bisognerà aspettare il millenovecento novantanove per vedere nascere “Capone Bungt & Bangt”, “un concerto con un fortissimo impatto scenico incentrato su strumenti nati da materiali riciclati o con oggetti d’uso comune”.

Il progetto “Capone Bungt & Bangt” permette così all’artista di ottenere un’attenzione mediatica non indifferente, tanto che l’artista comparirà in trasmissioni quali Rai 1, Ra2, Radio Deejay e molti altri ancora.

Il focus dell’intervista, però, è stato messo su Maurizio Capone in quanto essere umano. L’artista, difatti, ci ha esposto il suo concetto di “arte”; di impegno sociale che ogni artista deve avere in quanto tale e…

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“Double Trouble” uno spettacolo di varietà tragicomico

Rhythmical Connections presenta “Double Trouble” uno spettacolo di varietà tragicomico. L’opera è una rivisitazione dell’Otello di Shakespeare ed è ispirata sul modello dei vecchi café-chantant parigini; durante il corso dello spettacolo, difatti, lo spettatore può consumare cibi e bevande mentre si gode la performance.

TRAMA

Per guadagnarsi da vivere, Natalia svolge i lavori più disparati, fino a che un bel giorno le propongono di fare l’accompagnatrice. La donna di primo acchito si mostra contraria, tuttavia, per necessità, decide di accettare la proposta.

Accade così che la donna incomincia ad esercitare la professione di escort, ma un bel giorno incontra Retth, un cliente misterioso di cui si innamora. L’amore di Natalia è corrisposto, tanto che l’uomo non riesce a fare a meno di stare senza la sua amata.

Tra i due nasce così una relazione amorosa, ma proprio quando Natalia decide di abbandonare quella vita “corrotta” per sposare l’uomo di cui si è innamorata, ecco che le giunge una notizia inaspettata che cambierà completamente il corso degli eventi.

Double Trouble Trailer

NOTE DI REGIA

“Double Trouble” è un progetto che nasce dall’esigenza di raccontare una storia convincente e vera. Lo spettacolo ha lo scopo di lasciare un messaggio, di farlo arrivare al destinatario che, in quanto fruitore dell’opera d’arte, viene stimolato a riflettere e ad agire, anche solo con un applauso o un segno di dissenso.

Alla base tre punti fondamentali:

Tema

Il tema centrale dello spettacolo è l’amore. A questo proposito è stato deciso di rielaborare l’Otello di Shakespeare, riscrivendolo in chiave tragicomica per offrire uno sguardo critico e allo stesso tempo ironico su tematiche delicate come l’adulterio o la vendetta.

Forma

L’intento è quello di deliziare il pubblico con numeri di vario genere; momenti/componenti teatrali, musicali e coreutici (tango, tip tap) si inseriscono organicamente nella struttura della messa in scena, per dare forma alle relazioni dei personaggi.

Luogo

Proprio perché si ispira ai café-chantant della Parigi del XVIII secolo, lo spettacolo è stato ideato per essere messo in scena nei bar e nei locali o su palchi di piccola scala. Come nei cafè-chantant, il pubblico ha la possibilità di poter consumare bibite e generi alimentari durante il corso dello spettacolo.

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Napoli: nasce un duo artistico versatile

Napoli: nasce un duo artistico versatile chiamato Rhythmical Connections

COMPAGNIA

Nell’estate del 2019 nasce un sodalizio importante tra Christian Turay e Roberta di Maio, un ballerino cresciuto nell’hinterland milanese ed una cantante napoletana.

I due artisti si incontrano nel 2017 all’Urban Musical “Mozzarella Nigga” di Maurizio Capone, con regia di Raffaele di Florio, in scena per il Napoli Teatro Festival.

La decisione di formare un duo, tuttavia, arriva due anni dopo.

Roberta, nel frattempo, si laurea al corso triennale di canto jazz; mentre Christian si esibisce come artista di strada in diverse piazze europee come: Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Milano e Roma.

Le loro strade si intrecciano di nuovo nel 2019, anno in cui decidono di costruire un progetto artistico capace di mettere insieme le loro diverse esperienze e professionalità: la danza, il canto e la recitazione.

Per il giovane duo, arriva presto l’opportunità di esibirsi insieme.

Nell’agosto del 2019, difatti, in occasione della “Notte blue di Agropoli”, Christian e Roberta presentano il loro primo lavoro intitolato “Lullaby of Birdland, uno spettacolo di strada che alterna brani di canto con balli di vario genere (dal tango al tip tap).

Nel settembre del 2019, da un’idea di Christian Turay nasce “Double Trouble”, uno spettacolo di varietà ispirato ai caffè chantant della Parigi del XVIII secolo, andato in scena ad ottobre 2019 al Bibendum di Napoli.

Ad oggi, la ricerca artistica di Christian e Roberta rimane un punto cardine del loro sodalizio. Oltre a creare spettacoli di varietà, sono alla continua ricerca di forme espressive, che stimolino e arricchiscano il processo creativo. Collaborare con altri artisti, approfondire lo studio di discipline quali il canto, la danza ed il teatro, sono elementi chiave per la crescita personale e per sviluppare un proprio linguaggio espressivo

CHRISTIAN TURAY

Danzatore, scrittore e musicista. Diplomato in turismo, nel 2014 frequenta il primo anno del corso teatro danza presso l’Accademia d’arte drammatica Paolo Grassi. All’interno della scuola approfondisce gli studi teatrali, musicali coreutici con Kuniaki Ida, Jean Sedeno Francisco, Porzio Michele, Tagliavia Emanuela, Vidach Ariella, Montagna Davide, Guatterini Marinella, De Checchi Emanuele, Andrea Mormina.

Nel 2015 frequenta il corso pre-accademico presso l’ècole International de Théatre Jacques Lecoq e si approccia al metodo Lecoq grazie agli insegnanti Paola Rizza ed Eric Nesci. Durante il soggiorno parigino ha l’occasione di conoscere i grandi maestri di tip tap quali Leela Petronio, Omar Edwars, Bakari Wilder, Mbango Baer.

Nel 2016, da autodidatta, intraprende gli studi di pianoforte, mentre nell’aprile dell’anno successivo, grazie ad un’iniziativa di Maurizio Capone, partecipa ad un laboratorio sulla costruzione e l’utilizzo di strumenti musicali realizzati con materiali riciclati. 

Nel 2017, sulla piattaforma tapaccademyonline.com, approfondisce gli studi di tap dandce con il docente americano Steve Zee. Nello stesso anno, sulla piattaforma “Libroza Accademy”, inizia a seguire le videolezioni di scrittura, approcciandosi al mondo della scrittura con Carmen Laterza.

Attualmente gestisce il blog www.flavorchris.com, nel quale scrivere articoli inerenti al viaggio e all’arte; collabora con artisti nel panorama nazionale ed internazionale ed assieme a Roberta di Maio mette in scena spettacoli di varietà.

ROBERTA DI MAIO

Roberta Di Maio nata a Napoli, classe ’92 laureata al conservatorio G. Martucci di Salerno in canto jazz. Già da piccolina, mostra un certo interesse per il canto e per la danza.

All’ età di nove anni iniziò a coltivare la sua passione per il canto, partecipando a spettacoli, in diversi teatri di Napoli, come ad esempio il teatro Diana ed il Mercadante. 

Durante il corso della sua vita ha collaborato con diversi gruppi musicali, affacciandosi a svariati generi: musica leggera, classico napoletano, musica del sud- america, jazz e afro.

Attualmente frequenta il II° anno del biennio presso il conservatorio G. Martucci di Salerno, approfondisce lo studio della Body Percussion e continua il suo studio sulla tecnica vocale con Cristina Florio.

Ha partecipato alla masterclass sull’ introduzione dell’arte di Attore clown con Vladimir Olshansky, al workshp intensivo Circleland condotto da Albert Hera.

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La musica che si racconta – Interview 010 – intervista a Marilena Vitale

“La musica che si racconta attraverso il filtro della memoria”

19 novembre 2019

Di Flavor Chris

In questo episodio ho intervistato Marilena Vitale, una cantautrice napoletana.

Il percorso musicale dell’artista incomincia nel 2013, quando Marilena decide di abbandonare gli studi universitari per dedicarsi unicamente alla musica.

Assieme a Federica Ottombrino nasce così “Fede ‘n’ Marlen”, un duo divenuto celebre nel panorama partenopeo per via delle sue sonorità dolci e poetiche.

Il gruppo musicale “Fede ‘n’ Marlen pubblica diversi album tra cui “Stalattiti” (Ep – Ikebana Records 2014); “Stalattiti Live (Ep Casa Lavica 2015); “Mandorle” (LP – Europhone Records 2016).

Il duo, dunque, ha ben presto la possibilità di esibirsi in diverse città italiane ed europee, nonché vince diversi premi e riesce a partecipare a significative aperture di concerti come ad esempio quello di Craig David, Cristina Donà, Foja.

Nel duemila e diciannove, parallelamente a “Fede ‘n’ Marlen”, dalla volontà di Marilena Vitale e Dario Di Pietro, nasce “Azul”, una band che prevede la partecipazione del trombettista Enrico Valanzuolo e di Riccardo Schmitt (onda Nueve).

Il sei dicembre duemila e diciannove è la data di pubblicazione del primo album del gruppo musicale, che suona un genere musicale definito “world music”, con testi in lingua spagnola quasi interamente scritti da Marilena.

All’interno dell’episodio, tuttavia, l’artista oltre che a condividere le sue esperienze artistiche con il pubblico, ci racconta anche il suo punto di vista riguardo al significato dell’arte, della vita e dell’amore.

Non perdere dunque l’occasione di conoscere un po’ più a fondo Marilena.

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Interview 009 – Ciro Riccardi, il fondatore della Uanema Orchestra

Ciro Riccardi il fondatore della Uanema Orchestra

12 novembre 2019

di Flavor Chris

In questo episodio ho avuto l’occasione di intervistare Ciro Riccardi, il fondatore della “Uanema Orchestra”, un gruppo jazz molto influente nel panorama musicale napoletano.

Ciro è un musicista ed un compositore di grande talento che si è diplomato al conservatorio S.Pietro a Majella in musica jazz, ed in lingue e letterature straniere presso l’Istituto Universitario Orientale.

In questa intervista il fondatore della “Uanema Orchestra” ci ha raccontato la sua storia in qualità solista e di membro di numerose formazioni (gli Slivovitz, gli Ipse Dixie, gli Psychonauti).

Ciro Riccardi – “Racconti di vinile”, 2016

Puoi seguire Ciro riccardi su: http://www.ciroriccardi.com/

In questo episodio, oltre che a poter conoscere più a fondo la visione di Ciro Riccardi, potrai scoprire anche alcuni aneddoti interessanti riguardo la sua formazione da musicista, nonché le motivazioni che lo hanno portato a far parte di gruppi musicali importanti come ad esempio gli Slivovitz.

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