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VICE #15 – Medito dunque sono

VICE #15 – Medito dunque sono

Non avendo digerito la cena di ieri, devo ammetterlo: ho trascorso una nottata davvero penosa. In più la sgradita presenza di una zanzara ha turbato il mio sonno. Per tutto il tempo non ho fatto altro che agitarmi nel letto, dopodiché, esasperato, mi sono alzato, ho messo su il caffè e mi sono messo a scrivere.

A dir la verità, prima di riuscire a dedicarmi alla mia regolare mansione, ho brancolato nel buio per dieci minuti abbondanti, pensando di avere qualche malattia grave. Il mio medico la chiama rinite, ma, nonostante le sue rassicurazioni, continuo a credere che ci sia molto di più dietro a tutto questo.

Del resto, se il mio cervello non riesce ad attribuire una spiegazione valida ad ogni evento, tutto ciò che mi accade appare sempre come un evento funesto ed imprevedibile. Non so perché, ma è così.

Ad ogni modo, dopo aver lottato con audacia contro la zanzare, che sono riuscito a catturare e ad accompagnare alla porta d’uscita (non l’ho uccisa!), mi sono fermato un istante ed ho preso a respirare a pieni polmoni.

Nello stesso istante in cui mi sono concentrato sull’espirazione ho iniziato a sentirmi bene.

“Incredibile” mi sono detto tra me bofonchiando “forse avevo solo e soltanto bisogno di questo”. E la realtà dei fatti è che era così: avevo proprio bisogno di smettere di pensare. Nei giorni scorsi, infatti, mi trascinavo dietro dubbi, paure e frustrazioni nate durante questa quarantena, e mentivo a me stesso dicendo che “Nossignore, non sono né angosciato né turbato”; ma alla fin fine, in qualche parte remota della mia testa, me la stavo facendo addosso dalla paura.

Così, in situazioni come queste, riesco sempre a trarre beneficio dalla meditazione, che oltre che a tranquillizzarmi, mi aiuta a ritrovare me stesso.

Meditando, difatti, la mia vera identità emerge fuori e non si lega più alle problematiche della vita quotidiana; io non mi identifico più con la paura o con il dolore. Meditando, dunque sono, proprio perché acquisto consapevolezza di me stesso, in quanto essere umano.

La formula di Cartesio, però devo dirlo, non è del tutto esatta.

Con la locuzione “Cogito ergo sum”, il filosofo esprime la certezza “indubitabile” che l’uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante, tuttavia esclude l’importanza del cuore, che “ha le sue ragioni che la ragione non conosce”.

Nutro molta stima per Cartesio, nonché molto rispetto, ma sostengo che pensare non basta, è necessario meditare. I pensieri talvolta possono essere negativi e di conseguenza si rischia di elucubrare troppo e pensare che siamo noi stessi la causa dei nostri affanni; mentre la meditazione riesci a distaccarci dagli eventi luttuosi e riusciamo così a vedere la vita in una prospettiva diversa, orientata su scelte che ci fanno star bene.

Ora però devo dire che dopo aver intavolato tutto questo discorso, ahimè non riesco più a raccapezzare il senso di questo scritto. Per oggi, forse, è meglio che poso la penna e mi metto a letto.

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Foto di Myriams-Fotos https://www.canva.com/photos/MADQ5EjBu5Q/

Un commento su “VICE #15 – Medito dunque sono

  1. La mente -mente-
    L’intuito -rivela-
    Hai centrato il problema del troppo pensare e del poco sentire 🙂
    Continua a connetterti con il tuo io più intimo Christian!
    Andrai alla grande!

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