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VICE #13 – La verità vi prego sulla quarantena

VICE #13 – La verità vi prego sulla quarantena

Venerdì 10 aprile.

Finalmente ho sentito Ciro, non avevo notizie di lui da parecchio tempo. L’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono è stato più di tre settimane fa, credo. Devo dire che è rimasto uguale a sé stesso.

Non appena mi ha risposto al telefono ha incominciato a romanzare un episodio che gli era accaduto qualche settimana fa, a casa. Ma non entrerò nei dettagli, vi dirò solo che parlava con trasporto e senza sosta; dopodiché, dopo aver concluso il suo raccolto che non aveva né capo né coda, senza lasciarmi parlare, a rotta di collo ha iniziato a discutere di politica.

Chi non lo conosce potrebbe pensare che è una persona maleducata ma io so che in realtà è solo un po’ esuberante. Egli, difatti, non perde mai l’occasione per manifestare il suo vivo interesse per un argomento che gli interessa. È una persona appassionata della vita, tutto qui. E devo ammettere che il suo modo di fare è molto coinvolgente, poiché anche in quest’occasione ho avuto modo di sentirmi emotivamente partecipe ad un suo ragionamento.

Ciro, difatti, mi ha confessato che qualche giorno fa la lettura di un romanzo l’ha tenuto sveglio tutta la notte. Non ricordo il titolo del libro, tuttavia era molto interessante la trama.

Era la storia di un gruppo di persone che si riuniva per discutere di questioni politiche e sociali. Questi individui sostenevano che la maggior parte degli abitanti del pianeta era ignorante e per questo bisognava dividere l’umanità in due parti: da una parte ci sarebbero state le persone libere, che erano la maggioranza, e dall’altra tutte le altre, che di fatto non godevano di alcun diritto, che erano la minoranza.

Si potrebbe dire che i protagonisti di questa storia non erano altro che dei cospiratori, ma non saprei confermare tale ipotesi con esattezza. Tutto ciò che io so è quel che in modo confuso e sconnesso mi ha raccontato Ciro.

Ad ogni modo era interessante come il mio amico sia riuscito a collegare due fatti apparentemente diversi tra loro: il romanzo e la quarantena.

Ciro, difatti, ha avanzato l’ipotesi che un gruppo di persone si stia servendo di un sotterfugio per poter sottomettere i più deboli. “Un popolo spaventato” dice “baratta la propria sicurezza a discapito della libertà. E la quarantena non è altro che un escamotage per verificare fino a che punto può arrivare il popolo per far si che questo scambio possa avvenire”.

In effetti non potrei dargli torto, tuttavia nutro ancora i miei dubbi sulla questione. E poi tutto quel discorso arzigogolato quasi mi ha fatto perdere la voglia di approfondire l’argomento.

Quale sia la verità, dunque, non lo so più, ma se qualcuno di voi la sa, vi prego è pregato di dirla a gran voce. Io forse sto proprio iniziando a dare i numeri.

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Foto di Elisa Riva https://www.canva.com/photos/MADyR-LwJWI-spiral-staircase/

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