VICE #5 – PERCHé LE SCELTE EMOTIVE CI FREGANO SEMPRE

Vice è stato progettato nell’intento di raccontare i “Viaggi Improbabili di Ciro Esposto”, tuttavia, con una pandemia in corso, è difficile parlare di viaggi, men che meno di Ciro Esposto. Così in questo nuovo episodio vorrei spiegarvi “perché le scelte emotive ci fregano sempre”, e per farlo vi racconterò qualche travagliato aneddoto della mia vita.

Dinnanzi a voi, devo ammettere che negli anni passati ho sofferto molto per questioni sentimentali. Con audacia e sottile arroganza, ahimè ho valicato più di una volta i confini imposti dalla ferrea logica. E per questo sono stato costretto a sopportare “i mille tumulti naturali di cui è erede la carne”. Ma la causa del mio malessere, con il senno di poi, lo confesso: è stata proprio la mia impulsività.

Ora non vorrei star qui a raccontarvi poemi epici in versi, sta di fatto che lasciandomi soggiogare dalle emozioni ho perso tante battaglie, e per pagare il mio tributo alla vita ho dovuto dire addio a tante opportunità, nonché a tante relazioni amorose e amicali.

È inutile recriminare su quel che è successo, oltretutto non c’è nulla di sbagliato nel provare delle emozioni; ma c’è un modo più saggio di agire e meno infantile. Prima però, per rendere chiara la tematica trattata, vorrei raccontarvi una breve storia:

“C’era una volta un coniglio che aveva un amico orso a cui voleva molto bene. I due non si vedevano da tanto tempo e così per fare un bel gesto il coniglio decise di fare visita al suo amico, ma prima di andarci decise di portargli un regalo.

Il coniglio dunque si mese a cucinare una torta di carote pensando “il mio amico salterà di gioia vedendomi arrivare, soprattutto con la torta di carote”. Ma non appena iniziò a cucinare pensò “una torta sola però non basta per il mio amico: ne cucinerò due”, e così si mise a cucinare due torte. Finita la seconda torta pensò “due torte però non bastano per esprimere il bene che gli voglio, ne cucinerò tre”. E cucinata la terza torta uscì.

Sul sentiero che portava alla casa dell’orso, il coniglio tuttavia iniziò a pensare alle circostanze ed in lui nacquero dei dubbi “e se le torte cucinate non dovessero bastare? E se non dovesse gradire la mia presenza? E poi perché non si è fatto sentire per tutto questo tempo?”. Nella testa del coniglio tutto accadde nel giro di un batter d’occhi, ma fu un tempo sufficiente per farlo andare su tutte le furie.

Accadde infine che il coniglio quando arrivò a destinazione, non appena vide il suo amico sulla soglia della porta gli urlò: “razza di ingrato che non sei altro. Che il diavolo ti porti, a te ed al tuo atteggiamento insofferente. Mi auguro che tu possa trovare un amico coniglio migliore di me. Addio”. E così dicendo, dopo avergli lanciato le torte di carote in faccia, il coniglio se neandò.”

Insomma, la morale di questa favola è questa: farsi travolgere dalle emozioni può farci avere reazioni indesiderate.

Le scelte emotive, dunque, sono un ostacolo alla realizzazione dei nostri obiettivi e si presentano tutte le volte che non ci soffermiamo a pensare alla conseguenza delle nostre azioni. Per avere successo in qualsiasi campo è di vitale importanza saper sceglier il momento giusto per parlare o agire in un determinato modo. Ma non è facile! E proprio per questo che la vita è interessante.

Ora però non voglio più filosofeggiare, anche perché non mi riesce tanto bene. Spero di aver soddisfatto le vostre aspettative. Vi aspetto al prossimo episodio!

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Photo by Kroma Kromalski from FreeImages