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Vice #2 – #3 ragioni per cui non sai cosa fare in quarantena

Certe dichiarazioni andrebbero tenute nascoste ma, non posso fare a meno di raccontarvi un aneddoto a dir poco “piccante” del nostro amico Ciro Esposto (anche perché nello scorso articolo avevo promesso che vi avrei parlato di lui). Non è mia intenzione dilungarmi molto, il mio intento, difatti, è quello di tratteggiare le caratteristiche psicologiche del mio amico, affinché possiate comprendere a fondo di chi sto parlando; dopodiché arriverò alle “#3 ragioni per cui non sai cosa fare in quarantena”.

Dirò subito che Ciro è da annoverare nella cerchia di quegli uomini che si lasciano travolgere dalle passioni; tuttavia, essendo lui astuto come una volpe, il nostro amico è sempre riuscito a volgere a proprio vantaggio situazioni sfavorevoli.

Grazie al suo eloquio brillante, difatti, Ciro, all’età di 17 anni, riuscì ad uscire dall’estrema indigenza. Ai tempi lavorava come venditore ambulante e la sua formula per riuscire ad accattivarsi le simpatie della gente era semplice: si avvicinava ai potenziali acquirenti ed anziché invitarli ad acquistare, senza chiedere nulla in cambio, gli domandava “Come stai?”, “A cosa pensi?”,”Ti vedo diverso dal solito. Cosa ti preoccupa?”; ed i potenziali acquirenti gli rispondevano con con la stessa cortesia con cui lui si era posto a loro. Così le persone incominciavano a confessargli le loro paure i loro timori, e alla fine erano loro a chiedere a lui di poter acquistare qualche prodotto. In questo era un mago, nulla da dire.

Ad ogni modo bisogna aggiungere che Ciro, oltre che ad essere dolce e sensibile, era anche estremamente affascinante. E questo dettaglio a mio riguardo è degno di nota.

Accadde in diversi episodi, infatti, che molte donne della città, vedendolo passeggiare per le strade del centro, si infiammarono d’amore per lui. Nessuna di loro riuscì a non soccombere a tanta bellezza, poiché l’eccitazione dei sensi aveva provocato nella loro mente una frattura con la realtà. La fantasia delle sventurate aveva condotto tutte a credere che Ciro Esposto era “l’uomo ideale”. Così molte donne (di cui la maggior parate sposate e più grandi di lui) erano disposte a dare la propria vita pur di diventare le mogli fedeli del nostro amico. Ma a rimetterci più di tutte fu Isadora P., una nobildonna, moglie di un generale dell’esercito.

Isadora vide Ciro per la prima volta al Vomero, quando il nostro amico si recò nel quartiere collinare per chiudere una lunga trattativa commerciale. Lei l’aveva visto solo camminare, ma guardandolo allontanarsi a passo sicuro con un’espressione disinvolta, la sventurata cadde subito in preda all’estasi. Per i due giorni successivi la donna non fece altro che parlare di lui alle amiche, innalzandolo alle stelle ed, elogiandolo per le sue qualità estetiche, nonché la sua bontà d’animo, facilmente codificabile grazie al suo linguaggio del corpo. Il tutto andò avanti fino a ché i due non si incrociarono di nuovo, per puro caso, sempre al Vomero. La donna si fece coraggio e lo fermò, invitandolo così a farle visita a casa sua per bere un caffè e mostrargli la sua collezione di oggetti antichi. Ciro accettò. E così da quel giorno nacque una sincera amicizia tra i due.

Non starò a raccontarvi nel dettaglio come sono andate le vicende. Vi basti sapere che Isadora, a seguito di lunghe notti a disquisire con Ciro, decise di lasciare tutto per fuggire con lui. La vita coniugale con il marito imprenditore era diventata noiosa e monotona e così la donna chiese il divorzio, confessando al marito di non amarlo più come prima, e che oltretutto aveva bisogno di “sentirsi una donna viva”.

Così, di punto in bianco, la donna ripose tutte le proprie speranze in un unico uomo, Ciro. Ma come spesso accade la vita procede in una direzione contraria rispetto alle nostre aspettative e così la donna dovette scontrarsi ben presto con una terribile realtà.

Lungi da Ciro l’idea di unirsi spiritualmente con la propria amata, il nostro amico aveva deciso di farla finita con quella recita. Così l’uomo decise di abbandonarla al suo destino, ma prima di compiere quell’azione abominevole, l’uomo si fece lasciare dall’amata quasi la metà delle sue fortune. Si mormora che tra i beni acquisiti da Ciro rientrano: una tenuta in campagna, un orologio placcato in oro, due macchine ed un preziosissimo quadro dal valore di 50 mila euro.

Di tutta questa storia io non ne so nulla. O meglio, non ne ho mai parlato con Ciro. Tutte queste notizie le so per conto di terzi. Di primo acchito si potrebbe pensare che il nostro protagonista sia un uomo spregevole. Ma non è così semplice. Io l’ho conosciuto e nonostante sia una persona distaccata ed introversa, posso affermare che in realtà ha un gran cuore. È proprio solo una di quelle persone che hanno sofferto molto nella vita, uno di quelli che in psicologia vengono definiti narcisisti e con disturbi borderline della personalità. Ma signori, ora veniamo a noi!

In questo articolo vorrei elencare le #3 ragioni per cui non sai cosa fare in quarantena. Le ragioni da me individuate (e sono opinabili) sono:

3. Non sai come organizzare il tuo tempo.

Pianificare delle attività richiede un certo impegno, ma fare una lista non è sufficiente. È necessario saper modificare le proprie abitudini a seconda delle esigenze del caso. Il consiglio che mi sento di dare è quello di cercare di ripetere determinate azioni ogni giorno.

2. Hai molte possibilità ma non sai che scelta fare.

Fare una scelta significa anche essere consapevoli di dove si sta andando, tuttavia non bisogna lasciarsi spaventare. Gli errori ci insegnano a rialzarci in piedi e soprattutto allargano le prospettive. È come voler scrivere “#3 ragioni per cui non sai cosa fare in quarantena” e poi scrivere un racconto che non c’entra niente. Va bene lo stesso. L’importante è scegliere.

1.Non conosci bene te stesso.

La solitudine è difficile. Siamo esseri sociali pertanto, proprio come dicevo nello scorso articolo, abbiamo bisogno di entrare in contatto con gli altri per comunicare e misurarci con noi stessi.

Essere reclusi ed isolati dal mondo però può aprire le strade alla creatività, lasciarci il tempo per imbandire conversazioni con noi stessi e magari anche capire che in effetti non dobbiamo per forza fare qualcosa per essere felici. A volte bisogna essere felici e basta.

Conoscere sé stessi però è importante, come lo è il riconoscere che talvolta abbiamo delle tendenze a proiettare sugli altri il nostro malessere; difatti, ci risulta facile identificare nell’altro un atteggiamento negativo, ma ci è estremamente difficile riconoscere in noi. E allora quale miglior medicina della riflessione a casa, a porte chiuse? Magari ne potremo uscire persone davvero migliori. Voi che ne pensate?

Ah già, a proposito, dopo aver tratteggiato in maniera minuziosa i tratti psicologici di Ciro, penso che nel prossimo capitolo vi parlerò di me.

Di Flavor Chris

18 marzo 2020

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